23/01/2007
SGOMINATA LA COSCA DELLA NOCE!!!!!!
PALERMO - Diciassette persone sono state arrestate la notte scorsa a Palermo, in un'operazione antimafia della polizia che ha colpito il clan dei quartieri Noce e Uditore. I provvedimenti, firmati dal gip Maria Pino, erano in tutto 18, ma uno non è stato ancora eseguito: tra le accuse, quella di gestire la rete di estorsioni e i videopoker della zona. A capo della cosca, a quanto emerge dall'inchiesta, Pierino Di Napoli, 67 anni, destinatario di uno degli ordini di custodia cautelare.
Le indagini, durate un anno, sono state coordinate dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Giuseppe Pignatone, e dai sostituti Maurizio De Lucia, Roberta Buzzolani e Gaetano Paci.
Individuato il nuovo capo del mandamento mafioso della Noce, che ha preso il posto del vecchio boss Raffaele Ganci, e definito l'organigramma della cosca. Gli inquirenti hanno ricostruito nel dettaglio anche le attività criminali controllate dal clan. In particolare, estorsioni a concessionarie di automobili, supermercati, centri commerciali, bar, ma anche interessi nell'afare dei videogiochi installati negli esercizi pubblici della zona, e traffico di stupefacenti.
Gli investigatori hanno ricostruito ogni singola estorsione, grazie alle intercettazioni ambientali, in cui emerge che tutti pagano senza esitazione. Qualche commerciante o imprenditore chiede anche lo sconto e per ottenerlo si rivolge ad alcuni capimafia di altre zone della città. E sempre ai boss della zona si rivolgono alcuni titolari di attività per "denunciare" furti nei propri locali e per cercare di recuperare la merce. Nessuno però si rivolge alle forze dell'ordine per segnalare le estorsioni subite.
Il mandamento mafioso della Noce è storicamente uno tra i più potenti presenti sul territorio di Palermo, e in passato è stato diretto da uomini di elevatissimo spessore criminale. Ma al suo interno, come del resto in gran parte di Cosa nostra, le affiliazioni sono cambiate, per via dei numerosi e continui arresti disposti dalla magistratura, e quindi adesso ai vertici delle famiglie si trovano persone che in passato erano solo dei fiancheggiatori dei boss.
(23 gennaio 2007)
da www.repubblica.it
13:26
Scritto da: klone123@v
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15/12/2006
Manca qualcosa...sempre le stesse parole!
A sessant' anni dalla Autonomia Siciliana, prima ancora che fosse scritta la Costituzione Italiana, vedo la stessa atmosfera. Una strana aria di malinconia e di insoddisfazione vaga tra la gente e una sola domanda sulla Sicilia si pongono i politici italiani nei loro piccolissimi cervelli: che cosa è cambiato in Sicilia dal famigerato Risorgimento? E' una domanda più che lecitacui moltissimi non sanno dare una risposta concreta, dato che l'unica cosa che rimane, anzi si è rafforzata, è la Mafia. In più di cento quarant' anni di politica italiana cosa abbiamo visto noi siciliani? Che giovamento ha portato l'unificazione? Ormai ci sentiamo italiani perché ormai siamo parte integrante di un sistema socio-politico ed economico unico il cui fine è quello di accrescere la politica nazionale e non quella regionale. Ma come facciamo noi siciliani a lamentarci di uno stato di cose che ci è stato imposto con la forza all'inizio e che poi non abbiamo saputo ribaltare? Perché dobbiamo accettare questa politica che si fonda quasi interamente sul clientelismo e che conviene a pochi "eletti"? Come si può vedere da sempre la Sicilia è stata ai margini del mondo civile e civilizzato. Poche volte si è rialzata ponendosi un unico obbiettivo accettato da tutti i veri siciliani e molte volte è caduta in un baratro profondo come il Gran Canyon. Qual è il vero mondo civilizzato? Qual è il mondo civile? La quasi totalità dei politici moderni riconosce la vittoria del capitalismo sui "vecchi" ideali di socialdemocrazia e pone come fondamento della società occidentale la dottrina di Smith (dottrina dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, come diceva Marx). Ma come fidarsi di gente del genere che ha paura di restare senza soldi e che teme sempre di non avere privilegi e poteri tali da essere "liberi"? E stiamo parlando dell'estrema minoranza della popolazione! Ora, questo purtroppo è il sistema che domina l'intero mondo da una decina di anni a questa parte e, come disse Sciascia tempo fa, la Sicilia è il mondo. E come si è sviluppata la Mafia in Sicilia? Quando? Compagni, non rimpiango i Borboni, tranquilli. All'interno di una società capitalista non si fa altro che creare malavita capitalista il cui fine non è solo il profitto ma anche lo sfruttamento. All' interno di un'Italia che si rassegna a un destino simile, è inevitabile che la Sicilia sia la più arretrata e la più in difficoltà. Ma bisogna precisare anche un'altra cosa, che siamo stati costretti ad accettare lo sfruttamento, coi fucili e coi cannoni, prima che con la Mafia. Come non ricordare i Fasci Siciliani, dei contadini e degli operai contro i latifondisti, repressi nel sangue dell'esercito italiano? Come non ricordare la strage di Bronte contro la rivolta dei vecchi agricoltori, ad opera delle truppe garibaldine guidate dal generale Bixio? Come non ricordare le varie leggi clienteliste dei primi anni del ‘900, che non fecero altro che aumentare il malcontento delle classi più povere e sfruttate da una parte e il potere dei proprietari terrieri e nobili dall'altra?. Come non ricordare le altre numerose repressioni delle rivolte contadine? Come non ricordare il bordello che fecero gli Americani quando sbarcarono in Sicilia? Come non ricordare la liberazione dalle carceri della vecchia borghesia mafiosa che successivamente fu messa a capo dell'isola per mano degli stessi americani? Come non ricordare lo stato di abbandono in cui la Sicilia si è ritrovata negli anni della DC? L'attuale Stato Italiano non trova un fondamento degno in questa terra. Ciascuna forma di potere deve essere messa in discussione e deve essere legittimata giustamente. L'Italia è stata una vera e propria maledizione per la Sicilia. La Mafia ha trovato pane morbido per i suoi denti in una società corrotta e capitalista come quella del Regno d'Italia, prima, e Repubblica Italiana, dopo. L'unico modo per cambiare le cose è quello di ribellarsi a un potere mafioso che si è nutrito continuamente degli scarti dello Stato Italiano, ribellarsi a un sistema che non è mai stato all'altezza della situazione che si è venuta a creare in Sicilia durante più di cento anni e creare un nuovo stato di cose, più giusto, equo e democratico. L'Italia si è svegliata troppo tardi e ha lasciato sola troppa gente che voleva questa terra libera. Ancora non si è accorto del male che fa questo sistema socio-economico al popolo siciliano ed è impossibile porre rimedio a un tale scempio. La Mafia è un prodotto del capitalismo che può essere distrutto solo tramite una rivoluzione che venga dal basso contro il la Mafia stessa e il sistema politico che lo alimenta. Solo così si può ottenere la libertà...
22:33
Scritto da: klone123@v
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19/11/2006
Grillo predica bene, Cuffaro razzola malissimo...
"Hanno interrotto il dipendente del Consiglio Prodi durante gli Stati generali dell'antimafia. Mentre diceva che il governo sta adottando misure efficaci per combattere la mafia. Gli hanno gridato: "In Parlamento ci sono 25 persone con sentenze passate in giudizio!" e "Cacciate i deputati condannati in via definitiva dalla commissione Antimafia!". Prodi ha reagito con il vigore di un tortellino bollito: "Vengono poste al presidente del Consiglio domande che andrebbero fatte al Parlamento". Era impreparato, può succedere. Ma nascondersi dietro al Parlamento non si fa. E' un'ammissione di impotenza. Se non sa rispondere a domande fondamentali per la democrazia non può rappresentarci.
Alla commissione Antimafia va cambiato il nome. In commissione AntiStato. Da quando esiste, le mafie sono in piena espansione. L'Antimafia ha due nuovi membri condannati in via definitiva: Pomicino, tangenti, e Vito, corruzione. I loro sponsor sono Dc-Psi e Forza Italia. Ma gli altri partiti sono stati a guardare.
C'è una frattura tra il Paese e questa gente, questi partiti. Una spaccatura che non si nutre più di speranze di cambiamento, ma di frustrazione e di rabbia. Non sono un veggente. Non so come andrà a finire. Ma sono pessimista. E un comico pessimista non è un bello spettacolo. Ex corruttori e ex tangentisti contro le mafie. Chi vincerà?
Voglio Provenzano all'Antimafia. Mi dà più fiducia. Si è esposto in prima persona e non ha mai invocato l'immunità parlamentare. Rispetto a questi è un galantuomo"_
Beppe Grillo
(18 Novembre 2006) da www.beppegrillo.it
Il mio commento a riguardo è semplice: Beppe Grillo ha perfettamente inquadrato la situazione. Ma l'hanno fatto più o meno esplicitamente solamente due comici: Beppe Grillo(appunto) e Daniele Luttazzi. In questo suo articolo ci espone la VERITA' più lampante e chiara, quella che un pò tutti i politici italiani si rifiutano di esaminare e giudicare. Senza contare che noi siciliani abbiamo un presidente della regione che oltre ad essere in attesa di giudizio per reati di mafia, si permette di "dire puttanate" (come ha detto Michele Santoro durante la puntata di ANNOZERO di giovedì 16 Novembre), viene querelato dai PM Ingroia e Paci (per le frasi ingiuriose in tv) e si preoccupa del suo profilo durante la sua comparsa in ANNOZERO. Io proporrei una legge che impone ai candidati a cariche pubbliche di informare gli elettori sulla propria situazione giudiziaria. Così la smetteremmo di eleggere gente che va in parlamento per evitare la giustizia e per far approvare leggi ad personam. Cuffaro adesso dovrebbe preoccuparsi invece del suo culo che in questo momento rischia di essere messo su un letto di carcere...
A VOI I COMMENTI!
13:13
Scritto da: klone123@v
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